Giorgia Meloni ha scelto di riunire i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini in un vertice “a porte chiuse” a casa sua.
Dopo il flop del Referendum Giustizia si era parlato di un “piano” di Giorgia Meloni per riprendersi. E a quanto pare la Premier ha raccolto le idee e in questo senso ha organizzato un vertice “a porte chiuse” a casa sua con i Ministri Antonio Tajani e Matteo Salvini allo scopo di fare la quadra della situazione e reagire alla situazione controversa che si sta vivendo ai vertici governativi con la serie di dimissioni di questi ultimi giorni.

Meloni: vertice a casa con Tajani e Salvini
Giorgia Meloni ha deciso di fare la sua mossa post Referendum Giustizia con il “flop” del Governo a seguito della votazione. La Premier ha scelto un modo molto particolare per fare la quadra della situazione invitando a cena i suoi vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, per quello che è stato un chiaro vertice per stabilire le prossime tappe.
L’incontro si è verificato nella serata di venerdì 27 marzo, subito dopo l’ultimo Consiglio dei ministri, occasione in cui la premier avrebbe esortato la sua squadra a “ingranare le marce alte e portare risultati”. Come detto, sono stati solo tre i protagonisti: Meloni, Salvini e Tajani. Stando a fonti di Palazzo Chigi, si sarebbe trattato solo di una riunione di routine per fare il punto sulla situazione.
Cosa ha deciso la Premier a cena: il punto
Tra i probabili punti di discussione durante il vertice a cena a casa della Meloni, potrebbe esserci anche stata la scelta per il nuovo ministro del Turismo, dopo le combattute dimissioni di Daniela Santanchè che hanno portato la Premier a prendersi ad intermi l’incarico con annesso via libera di Sergio Mattarella.
Ma sarebbero tanti altri i punti di riflessione per il trio al timone del Governo. Il faccia a faccia, infatti, è arrivato al termin di una settimana piuttosto turbolenta: dalla bocciatura del referendum costituzionale, con la vittoria del “no”, e le dimissioni che ne sono seguite, fino alla questione di gasolio e benzina ma anche ovviamente il conflitto in Medio Oriente che non sembra dare segnali di de-escalation ma anche situazioni interne all’Italia come, per esempio, i tagli alla Transizione 5.0 nel decreto fiscale. A tutto questo vanno aggiunte le pressioni del centrosinistra che, ogni giorni, chiedere spiegazioni e reclama la presenza della stessa Meloni in Parlamento per riferire delle strategia governative.